Vacuità

Cullata nella vacuità

Mi libero dell'obbligo di essere qualcuno

Qualcuno di specifico

Qualcuno di me.


Contenuta nella vacuità

Trovo uno spazio aperto

Dove tutto può essere espresso

e non fare paura


Assorbita nella vacuità

Sento il suo tocco gentile

La sua presenza silenziosa, aperta

spaziosa, luminosa


Abitata dalla vacuità

Posso perdere i significati consueti

Che danno tanta fretta e spavento

E trovare la pulizia del significante nudo.


Ascoltata dalla vacuità

Mi muovo nella sua pianura bianca

Senza inciampare in ostacoli

Ma soltanto in occasioni


Aspettata nella vacuità

Di ritorno da tutti i miei giri

i discorsi, le alternanze, le nebbie

In un silenzio che placa.


Cullata nella vacuità


— Federica Gaeta —