La Mindfulness nei disturbi fisici


Il programma ha realmente cambiato la mia vita. Grazie alla meditazione, non solo percepisco meno dolore, ma sono più consapevole della mia vita e sto imparando a viverla pienamente

— Un partecipante del percorso MBSR —

Il programma MBSR, e quindi le pratiche della Mindfulness, è stato inizialmente concepito dal dottor Jon Kabat-Zinn per una tipologia di pazienti per cui la medicina tradizionale solitamente afferma che non ci sia più nulla da fare se non accettare la propria condizione, senza però dare alcuna indicazione su come poterlo fare. In particolare, Kabat-Zinn si concentrò ai pazienti con dolore cronico: dolore di tipo muscolo-scheletrico, fibromialgia e artrite reumatoide. Infatti, per queste tipologie di dolore, sembra che gli antidolorifici siano efficaci sono nella metà delle persone. Di conseguenza, approcci complementari che possano aiutare i pazienti affetti da dolori cronici a relazionarsi al dolore stesso in modo più flessibile e adattivo, sono estremamente importanti.

Molte evidenze scientifiche hanno reso noto che la relazione che una persona ha con la sua sintomatologia dolorosa influenza direttamente l’intensità e le limitazioni legate al dolore stesso. Tra i diversi modelli psicologici del dolore, il modello della paura e dell’evitamento è uno di quelli più diffusi e studiati. Questo modello afferma che quanto più una persona con dolore cronico teme e cerca di evitare l’esperienza del dolore, tanto più il dolore percepito aumenta. La catastrofizzazione del dolore è un fattore centrale in questo modello. Gli interventi basati sulla mindfulness, il cui fine principale è insegnare ai pazienti a relazionarsi in maniera più accettante e meno giudicante con l’esperienza dolorosa, sembrano particolarmente indicati ed efficaci.

  • Dolore muscolo-scheletrico

Gli studi volti a indagare l’efficacia del protocollo MBSR per questa tipologia di dolore hanno rivelato un miglioramento nella gestione del dolore, una più alta capacità di prestare attenzione alle cose, un miglioramento della qualità del sonno, una sensazione di benessere e un generale innalzamento del tono dell’umore. La mindfulness sembrerebbe agire come una “grande riequilibratrice” in grado di portare benefici che vanno oltre il disturbo specifico e riguardano l’individuo nel suo insieme.

  • Fibromialgia

Si tratta di un disturbo caratterizzato da dolore muscolo-scheletrico di tipo diffuso che si associa frequentemente a sintomi multipli come depressione, disturbi del sonno e affaticamento, e un significativo impoverimento della qualità di vita e del funzionamento sociale. L’MBSR può portare importanti benefici ai soggetti con fibromialgia non solo sulla sintomatologia dolorosa in sé ma anche sui vari sintomi psicologici che possono accompagnarla.

  • Artrite reumatoide

E’ una malattia infiammatoria cronica, autoimmune, che colpisce le articolazioni, di origine non nota. Uno studio molto interessante dell’Università dell’Arizona ha preso in esame 144 pazienti, rilevando, oltre al miglioramento della capacità di gestire il dolore, alla riduzione delle emozioni negative e l’aumento delle emozioni positive, anche un’interessante riduzione dell’Interleuchina-6, un indice di infiammazione che nei pazienti con artrite reumatoide è molto elevato.

Con il tempo e l’espandersi degli studi relativi all’efficacia della Mindfulness nel campo di varie patologie e disturbi fisici si potranno raccogliere sempre maggiori risultati e aumenterà la possibilità di offrire un miglioramento della condizione di vita anche a quelle persone costrette a convivere con un dolore cronico per tutta la vita.

Fonte: “Gli interventi basati sulla Mindfulness. Cosa sono, come agiscono, quando utilizzarli”, Alberto Chiesa, Giovanni Fioriti Editore, Roma 2011.

CLICCA QUI SE VUOI SCRIVERMI