La mente che commenta

“L’aspetto delle cose varia secondo le emozioni;
e così noi vediamo magia e bellezza in loro,
ma, in realtà, magia e bellezza sono in noi.”
Khalil Gibran


La mente di tutti noi è un animaletto molto vivace.
E' sempre attiva, salta di palo in frasca, elabora progetti, piani, intenzioni, ricama ipotesi, inventa storie e teorie, calcola probabilità, srotola confronti, ci dà idee fantastiche che il giorno dopo ci sembrano assurdità, e chi più ne ha più ne metta.
In questo momento la mia mente scava alla ricerca delle parole più adatte da scrivere in questo articolo, organizzando e mettendo in ordine i pensieri.

Durante una nostra giornata-tipo, la nostra mente è come un nastro ininterrotto che fa scorrere senza sosta pensieri, emozioni, ricordi, bizzarrie. E' un meccanismo talmente sofisticato che, il più delle volte, neanche ci accorgiamo di tutto il lavoro che fa per noi!

Questo è un gran vantaggio, ci semplifica la vita ma può anche complicarcela. Si tratta del costante valutare se qualcosa ci piace o non ci piace, se è stato fatto bene o male, se abbiamo svolto tutti i nostri compiti e in che modo o se avessimo potuto farlo meglio, se gli altri si sono comportati come ci aspettavamo oppure no, se ci conviene cambiare lavoro o tenere duro ancora un po’, se riusciremo a ridurre l’inquinamento, se Salvini ha torto o ragione, se la Terra è veramente piatta oppure no…

Scherzi a parte, quello che voglio dire è che, spesso, la nostra mente-che-commenta va un po’ fuori fase, e da bravo prodotto evolutivo quale è, per semplificarci il lavoro fa le cose in automatico.

Ci rendiamo conto di questo persistente commentario, durante lo scorrere delle nostre giornate?

La maggior parte delle volte la risposta a questa domanda è NO, e così perdiamo l’occasione di gestire questo strumento sofisticato che ci siamo ritrovati in eredità e ne diventiamo burattini. Agiamo non più per scelta ma per condizionamento.
Come il cane di Pavlov. Come una falena che vola verso la lampadina.

Sotto sotto, abbiamo nella nostra mente un fiume che scorre, e io credo che a prescindere dal fatto che scorra “bene” o “male”, la nostra prima missione consista nell'accorgerci di questo suo scorrere.

IL FLUSSO MENTALE

Di cosa è fatto questo flusso della mente?
Quanti massi sono nascosti sotto l'acqua, quante deviazioni prende, quali cascate o dislivelli incontra nel suo fluire? Abbiamo delle dighe che a tratti bloccano lo scorrere dell'acqua per farla defluire in momenti più opportuni? Con quale potenza scorre questo fiume? E' simile a un selvaggio torrente di montagna o assomiglia più a un placido ruscello, innocuo e rinfrescante?

Quando mi metto ad osservare il mio fiume mentale, vengo spesso sorpresa dalla sua selvaticità, e dall'idea che, se lo lasciassi a se stesso, chissà quanti disastri ambientali mi troverei a risanare!

Grazie alla pratica della meditazione, divento sempre più familiare (anche se userei meglio la parola inglese friendly) con i ritmi e le stravaganze della mia mente, e più pratico, più colgo nel profondo l'importanza di questo “domare la mente” che tanto viene menzionato negli insegnamenti.

La mente di tutti noi, anche di chi non se ne rende pienamente conto, è a mio avviso un potente e selvaggio corso d'acqua, che porta nutrimento, frescura, piacere ma può portare anche distruzione, stravolgimento e degrado se non viene gestito in modo saggio e comprendendo il suo funzionamento.

LA RADIO MENTALE

A tutti quanti di noi abbiano un po' di pratica nell'osservazione della mente, sfido io a non riconoscere questa continua, sotterranea (ma a volte no!) attività mentale: il COMMENTARIO.



Fa tenerezza, pensandoci su.
Succede qualcosa: la nostra mente lo nota e lo commenta.
Non succede qualcosa? La nostra mente commenta l'evento ancora di più!
Abbiamo dei desideri, la mente commenta sbizzarrendosi in decine se non centinaia! di versioni di come vorremmo vedere realizzata quella cosa.
Abbiamo paure ed ecco che la mente ci regala scenari catastrofici, “mettendoci in guardia” da imminenti pericoli che con altissima probabilità non si manifesteranno.
Qualcuno ci dice qualcosa e noi fraintendiamo in negativo, perché in quel momento il fiume della nostra mente stava percorrendo un terreno paludoso.

Gli esempi potrebbero andare avanti molto a lungo ma mi fermerò qua per non scadere nell’ovvio.

Più pratico, più mi rendo conto che diventare friendly (amici) con questo commentario è di estrema importanza perché è il commentario che decide se saremo felici di qualcosa che ci è successa, se saremo tristi, offesi, arrabbiati, se ci batteremo per migliorare la nostra condizione o se lasceremo la palla lì dov'è, abbandonando il gioco.
E' il nostro dialogo interno a decidere, in parte, se avremo vissuto la vita che volevamo.

IL CORAGGIO

E' qua che, a mio parere, entra in gioco la qualità del coraggio.
Ci va coraggio a vedere dove va a parare il fiume della nostra mente. Ci va coraggio ad accettare il terreno di gioco, che magari non ci siamo scelti ma che ahinoi ci tocca gestire. Ci va coraggio a prendere una dose di sano distacco dai commenti della nostra mente e dirci:

“Okay. Questa cosa non mi piace ma accetto di partire da qua. Accetto di sentire la sua sgradevolezza.
Accetto che ci sia.
Accetto, in questo momento, di essere così, o che quest'altra persona sia così, perché so che solo da questo punto posso partire.
Accetto che per certe cose ci voglia del tempo, senza cedere al commentario della mia mente che vorrebbe tutto e subito.
Accetto che sia necessario del lavoro da parte mia, e che ognuno debba fare la sua parte, perché l'evoluzione e la crescita non ci è dovuta ma a un certo punto, è richiesto da parte nostra uno sforzo.
Accetto di compiere questo sforzo.
Accetto di bonificare la mia mente, perché so che da essa, viene non solo la mia felicità, ma quella di tutte le persone”.

DOTT.SSA FEDERICA GAETA

Terapista della Riabilitazione Psichiatrica

Istruttrice Qualificata di Protocolli Mindfulness

tel. 327 49 58 256

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