Dare nuova energia alle passeggiate col cane (e altre attività quotidiane)

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Per chi ha un cane, penso che la passeggiata sia una delle principali attività in cui il pilota automatico è dominante. Non siamo realmente presenti e, invece di vivere il famoso momento presente, ci disperdiamo inconsapevolmente in altre cose e pensieri.

La passeggiata col cane non è, naturalmente, l’unica attività quotidiana che innesca così facilmente l’automatismo: ci può essere, per esempio, il lavare i piatti, il guidare, il fare la spesa, il lavarsi i denti o fare la doccia, il mangiare, il relazionarsi con gli altri e con noi stessi. Trattiamo in questo articolo quindi non soltanto la passeggiata col cane ma anche tutte le altre attività quotidiane che, invece di viverle appieno, lasciamo scorrere via senza significato.

Come mai succede? I motivi sono molti, ognuno avrà poi da scandagliare i propri. Ecco alcuni esempi:

  • pensiamo sia un’attività di scarsa importanza
  • la troviamo noiosa, poco interessante, ripetitiva o sempre uguale
  • abbiamo fretta di fare altro (ovviamente più importante o urgente)
  • siamo asserviti e assorbiti dai fatti nostri (egocentrati ed egoriferiti)
  • siamo semplicemente distratti, la nostra attenzione non è abituata o non sa come stare in quello che c’è
  • abbiamo un ideale di come dovremmo impiegare il tempo che non corrisponde a questa attività
  • abbiamo un ideale di come la vita dovrebbe essere
  • altri motivi: fatemeli sapere commentando!

Come alcuni sapranno, ebbene sì, ho un cane e negli ultimi tempi ho riscoperto la gioia e la pace di passeggiare con lui. Nel mio caso particolare, ho trasformato le passeggiate quotidiane in passeggiate di Mettā.

Mettā è una pratica concentrativa che aiuta a focalizzare la mente su determinati tipi di pensieri salutari. Tanto penseremmo comunque, no? Tanto vale pensare a qualcosa che ci faccia bene. Focalizzando in questo modo la mente, a un certo punto sorge uno stato mentale particolare (insolito per questi tempi…) costituito da un senso di benevolenza, di amicizia incondizionata, di accoglienza, di leggerezza, di appartenenza e unione. Durante l’attività (la passeggiata col cane o tutte le altre) ripetiamo mentalmente, sotto forma di auguri silenziosi, alcune frasi che ci ispirano benevolenza, rimanendo consapevoli del loro influsso su di noi.

Ci sono alcune frasi classiche che si usano per questa pratica, ma all’inizio meglio trovare le proprie, per familiarizzare con la pratica. Per esempio, ripetiamo, sentendone il significato, frasi come: che questa passeggiata possa essere piacevole per entrambi, che noi possiamo passeggiare in sicurezza …integrando Mettā (benevolenza) con Sati (consapevolezza) possiamo sentire il calore del sole o il freddo dell’aria e ripeterci frasi adeguate (“ che io possa scaldarmi per bene…che io possa avere cura di me, proteggermi dai pericoli ”)..possiamo augurare al nostro cane di stare in salute, possiamo raccogliere i suoi bisogni consapevoli di stare facendo un’azione positiva per l’ambiente (“ possa la terra guarire ”)…se incontriamo qualcuno, possiamo pensare nei suoi confronti “ che tu possa svolgere le tue attività con serenità…che tu possa camminare, lavorare senza trovare problemi… ”. Non importa se le frasi che ripetiamo ci sembrano banali: l’importante è che siano semplici, brevi e che ispirino in noi un senso di amicizia, di affettuosità.

E’ importante mantenere anche la consapevolezza, altrimenti anche questa pratica si trasforma in un altro modo un po' più sofisticato di evitare il noioso momento presente!

Non limitiamoci alla ripetizione mentale, non nascondiamoci nella mente pensante! Se stiamo passeggiando col cane, guardiamo anche lui, osserviamolo, pensiamo alle cose belle che ci dà, che condividiamo, auguriamogli di stare bene, di trovare in queste passeggiate ciò di cui ha bisogno. Se stiamo lavando i piatti, osserviamoli questi piatti, osserviamo la schiuma, sentiamo la temperatura dell’acqua, notiamo come avere l’acqua corrente non sia una cosa così banale (da dove proviene quest’acqua? da cosa è formata?) e come forse svolgere questa attività vivendola pienamente possa renderla meno pesante, più gestibile. Così la banale quotidianità può colorarsi di pace e gioia. Se stiamo mangiando, notiamo come il cibo nutre il nostro corpo, assaporiamo ciascun pezzetto come se fosse importante (perché lo è, ma ce lo dimentichiamo).

All’inizio sarà normale che l’attenzione duri solo pochi minuti, se non addirittura qualche manciata di secondi! Ci ritroveremo presto nei soliti automatismi: pensieri su cosa fare dopo di bello anziché star qua a pulire il garage, o ritrovarci col naso dentro lo smartphone ignari di tutto il resto…Quando ce ne accorgiamo, ecco ricomparsa sati, la consapevolezza. E' normale che succeda perché stiamo "riprogrammando" la mente, deve imparare un nuovo modo di rapportarsi alle cose. Se continuiamo con pazienza e costanza, nel giro di un po' di tempo (qualche settimana) diventerà più semplice. Tutte le volte, possiamo raccogliere i nostri frammenti dispersi e tornare a coltivare consapevolezza e benevolenza.

FEDERICA GAETA

Istruttrice Qualificata Mindfulness e prot. MBSR

Tecnico della Riabilitazione Psichiatrica

spaziomindful@gmail.com

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