Che significa dare attenzione a se stessi


Ho condiviso un post sui social qualche giorno fa in cui ci invitavo a dare alla nostra mente e al nostro corpo l'attenzione che meritano. Ma cosa vuol dire, precisamente, e come viene utile la Mindfulness in questo? A volte questo invito a “darci attenzione” viene interpretato come un modo per battere la fiacca, o lasciarsi andare ai propri vizi o perdersi nell’ozio, in una forma di buonismo verso di noi piuttosto che di reale affetto e attenzione.

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Darci le attenzioni che meritiamo non vuol dire questo. Non vuol dire svuotare il barattolo della Nutella quando siamo tristi, o intontirci davanti a Netflix quando siamo stanchi. A volte è sicuramente utile prenderci un periodo di riposo in cui abbassiamo l’asticella della performance e passiamo un pomeriggio intero, o una giornata intera, nel “dolce far niente”.

Sappiamo però che anche il dolce far niente alla lunga diventa nauseante. Come sarebbe mangiare a forza un vasetto di miele? Anche la cosa più buona, in quantità eccessive, prima o poi viene a noia. Sarà capitato anche a voi di ascoltare più e più volte una stessa canzone, magari anche per settimane, o per mesi di seguito? A un certo punto non ce la facciamo più a sentirla! A me è capitato con la ricotta. Da bambina ho questo ricordo che mangiavo ricotte in continuazione, mi piacevano da impazzire e se mi seguite da un po’, ormai lo sapete anche voi che la nostra mente è sempre in cerca del piacere. Adesso se mangio ricotta una volta all’anno è già tanto!

Dare attenzione a se stessi vuol dire innanzitutto ascoltare se stessi. Ma è così facile ascoltarci? Non proprio, soprattutto quando i messaggi che riceviamo non sono così piacevoli come vorremmo. Semplificando, l’attenzione che la Mindfulness invita a rivolgere a noi stessi ha una qualità neutra: è semplicemente attenzione, la sua funzione è notare quello che c’è. Se l’attenzione nota, vuol dire che la reazione (se mi piace o non mi piace, se ne sono felice o triste…) è una cosa diversa, una cosa che viene in seguito.

La pratica di Mindfulness ci insegna un metodo per ascoltare noi stessi da una postazione neutrale, senza giudicarci per quello che ascoltiamo, ed integrando poi con affetto, comprensione e coraggio. Ci insegna ad accogliere i messaggi del corpo (quel mal di schiena, quel sonno arretrato, quella fame nervosa, eccetera…) e quelli della mente (quella tristezza, quella rabbia, quella stanchezza mentale…) con la capacità del puro ascolto, dell’ascolto senza giudizio, dell’attenzione neutrale. Sati, la parola in lingua pali che traduce il termine mindfulness, vuol dire proprio questo: nuda attenzione, cioè attenzione senza ulteriori connotazioni. Insomma, senza commentare! Quello che notiamo è quello che notiamo, le etichette vengono dopo, non sono fuse insieme come invece ci sembrano.

E dopo che abbiamo ascoltato? Che si fa?

Non c’è una risposta magica che posso darvi qua, in questo piccolo articolo del blog. Dopo aver ascoltato e aver notato con questa capacità di nuda attenzione che alleniamo praticando, quello che cambia sarà il nostro atteggiamento, si creerà dello spazio a cui prima non avevamo accesso. Da questo spazio appena creato avremo il dono della scelta. Potremo scegliere il nostro comportamento da un ventaglio più ampio di alternative che prima non potevamo vedere. Prima, eravamo obbligati lungo un sentiero predefinito: dallo stimolo alla reazione, con poco o nessuno spazio tra le due. Dopo, quel maggiore spazio ci dà il tempo necessario a vagliare più possibilità, a notare più dettagli, a modulare di più le emozioni, a distanziarci di più dai pensieri, e la reazione non sarà più una reazione ma sarà una risposta (più o meno) consapevole.

Non sembra facile, vero? No, infatti, è un allenamento. Ci vorrà un po’ di tempo, un po’ di pazienza, un po’ di costanza, un po’ di fiducia. Creando le condizioni affinché questo tipo di ascolto possa apparire, creiamo anche le condizioni per un maggior equilibrio ed una maggiore felicità.


FEDERICA GAETA

Tecnico della Riabilitazione Psichiatrica

Istruttrice Qualificata Mindfulness e prot. MBSR

spaziomindful@gmail.com

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