I soli due errori che puoi fare

Tempo di lettura: 2 minuti
Ci sono solo 2 errori che si possono fare lungo la strada per la consapevolezza: non andare fino in fondo, e non iniziare.

Non andare fino in fondo vuol dire arrendersi agli ostacoli che, INEVITABILMENTE, hai incontrato. Pensavi forse di non doverne incontrare? Pensavi che il sentiero dovesse stendersi davanti a te libero e facile, così per diritto regale? Pensavi che ti avrebbero fatto gli applausi?

O pensavi di trovare forse la magia, che in un battito di ciglia e mezzo respiro al giorno tutti i tuoi problemi sarebbero evaporati?

O forse ti sei arreso davanti alla paura per cose di te stesso che hai visto e che non volevi vedere, e quelle cose stanno bloccando la tua crescita. Rimani come una pianta in un vaso troppo piccolo, con le radici che escono dai fori sul fondo, pronta per soffocare.

La strada della consapevolezza vuole che tu veda la realtà, e la realtà è che stai soffocando. Sei sempre libero di girarti dall'altra parte, chiudere un occhio come si suol dire, o chiuderli anche tutti e due. Soffocherai lo stesso.

Non iniziare vuol dire che neanche ti dai l'occasione di guardare. Magari pensi già di sapere, o che non ci sia altro da sapere, o ti adagi sui comodi allori di quello che hai già raggiunto. Anche qui la tua crescita si ferma. In fondo, sei già arrivato, che senso ha partire di nuovo?

Forse queste frasi suonano un tantino provocatorie ed aggressive, come a voler puntare il dito su presunte manchevolezze. Ed è veramente così. Sono veramente frasi provocatorie ed aggressive.

Quindi siccome io sono davvero un provocatore, un ennesimo ostacolo messo davanti al tuo cammino a chiederti: "Beh? la stai percorrendo questa strada, oppure no?"...tu come risponderesti?

Daresti la colpa a te stesso, sentendoti inadeguato, oppure ti rivolgeresti contro di me, il cattivo provocatore, prendendomi a spintoni, o forse mi ignoreresti, o tenteresti di convincermi della bontà di tutte le tue scuse...Mi copriresti di "Non ho tempo, sono troppo stanco, è troppo difficile, lo faccio domani..." così tanto che finirei anch'io per crederci come tu stesso ci credi?

E so cosa stai pensando: ma come, tutta questa aggressività?! La Mindfulness non era gentilezza, morbidezza, parlare senza offendere?! Certo! Ma se dietro questa presunta "gentilezza" ci fosse invece mollezza interiore, passività, il crogiolarsi infernale nel comodo dire "eh ma sono fatto così", "eh se soltanto le cose fossero diverse..." come faresti ad accorgertene?

A volte si ha un'idea di consapevolezza come di qualcosa di molle, di flaccido, o come parlare gentili per forza, fingere la bontà. In realtà la consapevolezza produce forza, produce coraggio, è un proteggersi, non un lasciar correre e chi s'è visto s'è visto. A volte per proteggersi servono i denti, ma mostrarli non vuol dire che non sei consapevole.

Se percorri la strada della consapevolezza, non c'è modo di fare errori perché nella consapevolezza puoi vedere; nella non-consapevolezza sei cieco.

Nella consapevolezza ti puoi rendere meglio conto della tua situazione perché sei meno accecato dalle abitudini e dai pregiudizi; nella non-consapevolezza sei ignorante di tutto ciò.

Nella consapevolezza hai la possibilità di fare scelte diverse, più in linea coi tuoi valori ed obiettivi; nella non-consapevolezza sei una marionetta.

Nella consapevolezza puoi essere veramente vivo; nella non-consapevolezza è come se fossi già morto
( Dhammapada 21)

FEDERICA GAETA

Tecnico della Riabilitazione Psichiatrica

Istruttrice Mindfulness e prot. MBSR

spaziomindful@gmail.com

CLICCA QUI PER SCRIVERMI